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  <title>Pragmaphilia Labs: tutto</title>
  <link>https://pragmaphilia.com/it/</link>
  <description>Pragmaphilia Labs: un lavoro concreto, fatto con cura, per un futuro migliore. App, giochi e saggi dai dintorni della soleggiata Miyazaki, sull’isola di Kyushu, in Giappone.</description>
  <language>it</language>
  <lastBuildDate>Tue, 20 Oct 2026 09:00:00 +0900</lastBuildDate>
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    <title>Word Salad Surgery 1.0.9</title>
    <link>https://pragmaphilia.com/it/notable-releases/word-salad-surgery-1-0-9/</link>
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    <pubDate>Tue, 20 Oct 2026 09:00:00 +0900</pubDate>
    <category>Uscite di rilievo</category>
    <description>Parole senza senso appena sfornate, cucite insieme con pezzi donati, ognuna con una definizione buffa scritta da Apple Intelligence sul tuo dispositivo. Gratis su App Store per iPhone; la versione per Mac arriverà presto.</description>
    <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Word Salad Surgery</strong> è su App Store per iPhone. Ogni tanto (più o meno una volta all’ora, se non scegli diversamente), cuce insieme, con pezzi donati, una parola nuova di zecca, pronunciabile e completamente inventata, e Apple Intelligence, al lavoro sul tuo dispositivo, la mette nero su bianco come una voce di dizionario:</p>
<blockquote>
<p>🏚️ <strong>Gingerwhomp</strong> <em>(n.)</em>: the satisfying thud of a gingerbread house's roof caving in.</p>
<p>(sostantivo: il tonfo soddisfacente del tetto di una casetta di pan di zenzero che crolla.)</p>
</blockquote>
<p>Ogni giorno è diverso, nessun danno permanente, e l’anestesia non serve. (Il metodo è del laboratorio; l’<a href="https://pragmaphilia.com/it/coffee-break/word-salad-surgery/">articolo di Pausa caffè</a> mostra come si fa, in cinque semplici passaggi.) L’app offre:</p>
<ul><li><strong>Notifiche:</strong> ogni parola arriva in silenzio, senza suoni, e quelle vecchie vengono tolte di mezzo.</li><li><strong>Widget:</strong> la Word of the Hour (la parola dell’ora) nella schermata Home e nella schermata di blocco.</li><li><strong>L’app vera e propria:</strong> <em>Pragmaphilia's Dictionary</em> (il dizionario di Pragmaphilia), con l’ultima parola in cima e sotto tutte quelle arrivate finora, da copiare e condividere.</li><li><strong>Tell a Story:</strong> un breve racconto, scritto sul tuo dispositivo, che usa la tua parola proprio nel senso della sua definizione.</li><li><strong>Impostazioni</strong> per scegliere ogni quanto arrivano le parole, una parte del discorso e un tema facoltativo («a rainy Monday», un lunedì di pioggia), più Pause Words per quando hai bisogno di concentrarti.</li></ul>
<div class="carousel" role="group" aria-roledescription="carousel" aria-label="Word Salad Surgery su iPhone" data-carousel data-go="Mostra l’immagine {n}">
<ul class="carousel-track" tabindex="0">
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 1 di 2"><img class="tall" src="https://pragmaphilia.com/images/word-salad-surgery/iphone-main-600.jpg" width="597" height="1300" alt="La schermata principale dell&#x27;app su iPhone: in alto la parola Crumblebarf e la sua definizione, segnata come preferita, e sotto l&#x27;elenco delle parole precedenti della giornata." loading="lazy"></li>
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 2 di 2"><img src="https://pragmaphilia.com/images/word-salad-surgery/iphone-widget-800.jpg" width="800" height="391" alt="Il widget di Word Salad Surgery nella schermata Home di un iPhone: un ingranaggio, la parola Radlethrump (nome) e la sua definizione." loading="lazy"></li>
</ul>
<div class="carousel-controls" hidden><button type="button" class="carousel-btn carousel-prev" aria-label="Immagine precedente"><svg viewBox="0 0 24 24" width="22" height="22" aria-hidden="true" focusable="false"><path d="M15 5l-7 7 7 7" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2.4" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round"/></svg></button><div class="carousel-dots"></div><button type="button" class="carousel-btn carousel-next" aria-label="Immagine successiva"><svg viewBox="0 0 24 24" width="22" height="22" aria-hidden="true" focusable="false"><path d="M9 5l7 7-7 7" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2.4" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round"/></svg></button></div>
</div>
<p><strong>Requisiti:</strong> un iPhone con iOS 26 o successivo. Le definizioni richiedono Apple Intelligence, attiva su un dispositivo che la supporta. Senza, le parole arrivano lo stesso, solo senza definizione. L’app non raccoglie alcuna informazione sugli utenti: le parole nascono all’interno del tuo dispositivo (leggi la nostra <a href="https://pragmaphilia.com/it/privacy/">informativa sulla privacy</a>).</p>
<p><strong>Stato:</strong> la versione 1.0.9 per iPhone è su App Store dal 20 ottobre 2026. La versione per Mac, che tiene l’ultima parola e la sua definizione nella barra dei menu, è in revisione da Apple e arriverà presto; quando uscirà, lo annunceremo qui e in <a href="https://pragmaphilia.com/it/whats-cooking/">Bolle in pentola</a>. Trovi di più sull’app nella <a href="https://pragmaphilia.com/it/apps/word-salad-surgery/">sua pagina</a>.</p>
<p class="cta"><a class="button" href="https://apps.apple.com/app/id6819268220" target="_blank" rel="noopener">Scarica su App Store</a></p>
<p><em>Per iPhone. La versione per Mac arriverà presto.</em></p>]]></content:encoded>
  </item>
  <item>
    <title>Quaderni di laboratorio n. 2: Un tutor più personale</title>
    <link>https://pragmaphilia.com/it/lab-notes/no-2-a-more-personal-tutor/</link>
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    <pubDate>Sat, 17 Oct 2026 09:00:00 +0900</pubDate>
    <category>Quaderni di laboratorio</category>
    <description>L’istruzione aveva bisogno di una riforma da molto prima che arrivasse l’IA. I modelli di oggi sanno abbastanza da fare da tutor a chiunque su quasi qualsiasi cosa, e il problema che resta è la presentazione. Ecco che cosa abbiamo imparato aggiungendo una «modalità professoressa» alla nostra assistente per Claude Code.</description>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Chiedi a chiunque, di qualsiasi schieramento politico o paese, se le scuole fanno il miglior lavoro possibile nell’istruire gli studenti, e raramente sentirai un «sì». Le classi sono dimensionate sui bilanci, non sull’apprendimento. Una lezione procede a un unico ritmo, troppo veloce per alcuni studenti e troppo lento per altri. Molte domande non vengono mai fatte perché nella stanza ci sono altre trenta persone. Su questo c’è consenso da molto prima che arrivasse l’intelligenza artificiale.</p>
<p>Ora l’IA ha reso tutto più urgente. Sta cambiando quali lavori esistono, quanto vale una laurea, e perfino che cosa significhi «sapere» qualcosa quando in ogni tasca c’è un assistente capace. La spinta a ripensare l’istruzione arriva da due direzioni contemporaneamente.</p>
<h2 id="il-problema-delle-due-sigma">Il problema delle due sigma</h2>
<p>Nel 1984 lo psicologo dell’educazione Benjamin Bloom pubblicò un risultato che ancora oggi tormenta il settore. Gli studenti seguiti individualmente da un buon tutor ottenevano risultati di circa due deviazioni standard migliori rispetto agli studenti di una classe tradizionale. Lo studente medio con un tutor superava circa il 98 per cento del gruppo in classe. Bloom lo chiamò il «problema delle due sigma»: sappiamo come insegnare molto meglio, ma non possiamo permetterci di dare a ogni studente un tutor personale.</p>
<p>Per quarant’anni l’ostacolo è stato il costo. Ora le cose sono cambiate. I grandi modelli linguistici di oggi sanno spiegare il problema dell’induzione di Hume, il paradosso di Russell, il ciclo di Krebs o un passaggio insidioso della grammatica giapponese, con pazienza e a qualsiasi ora, e rispondere anche alle domande successive. La conoscenza non è più il collo di bottiglia.</p>
<h2 id="il-pezzo-mancante-è-la-presentazione">Il pezzo mancante è la presentazione</h2>
<p>Quasi tutto il tutoraggio con l’IA avviene ancora in una finestra di chat: muri di testo, letti in silenzio. È utile, ma non è la sensazione di una lezione con un tutor. Un buon insegnante parla con te. Puoi interromperlo. I termini chiave finiscono sulla lavagna mentre parla. Il suo volto ti dice se sta ascoltando, se sta pensando o se sta per arrivare al punto.</p>
<p>Il vero lavoro, quindi, adesso è duplice: costruire buoni programmi di studio e azzeccare la presentazione.</p>
<h2 id="come-ci-siamo-arrivati-per-caso">Come ci siamo arrivati per caso</h2>
<p>A Pragmaphilia Labs stiamo sviluppando <a href="https://pragmaphilia.com/it/notable-releases/miss-sakamoto/">Miss Sakamoto</a>, un’app che dà a un assistente IA un volto, delle orecchie e una voce: un vecchio iPhone su un supporto, o anche una piccola app sul tuo Mac, diventa una finestra sulla tua IA. L’abbiamo costruita soprattutto come un’interfaccia intelligente e piacevole per Claude Code, per il nostro lavoro di sviluppo software. Una mattina l’abbiamo usata per tutt’altro: un ripasso della storia della filosofia, dall’antica Sumer a Wittgenstein.</p>
<p>Ha funzionato sorprendentemente bene. Miss Sakamoto pronunciava ogni lezione ad alta voce, in quella che abbiamo finito per chiamare «modalità professoressa». Una piccola lavagna bianca accanto a lei riportava le date, le opere e le idee principali di ogni filosofo. Quando ci veniva una domanda, cominciavamo semplicemente a parlare; lei si fermava, rispondeva e riprendeva da dove si era interrotta. Il suo avatar cambiava a seconda dell’argomento, e mentre parlava comparivano brevi didascalie e link. Tutto avveniva al ritmo dello studente, non a quello di chi teneva la lezione.</p>
<div class="carousel" role="group" aria-roledescription="carousel" aria-label="Modalità professoressa: la lezione è parlata; la lavagna bianca tiene i punti chiave, al tuo ritmo." data-carousel data-go="Mostra l’immagine {n}">
<ul class="carousel-track" tabindex="0">
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 1 di 3"><img src="https://pragmaphilia.com/images/lab-notes/tutor-professor-kant-800.jpg" srcset="https://pragmaphilia.com/images/lab-notes/tutor-professor-kant-800.jpg 800w, https://pragmaphilia.com/images/lab-notes/tutor-professor-kant-1600.jpg 1600w" sizes="(max-width: 42rem) 100vw, 60vw" width="800" height="368" alt="In modalità professoressa, su un iPhone in orizzontale: l’avatar di Miss Sakamoto da insegnante, con occhiali e un libro rosso, davanti a una lavagna, e a destra una lavagna bianca su Immanuel Kant con le sue date, il luogo in cui visse, la sua scuola, le opere principali e le idee principali." loading="lazy"></li>
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 2 di 3"><img src="https://pragmaphilia.com/images/lab-notes/tutor-professor-bentham-800.jpg" srcset="https://pragmaphilia.com/images/lab-notes/tutor-professor-bentham-800.jpg 800w, https://pragmaphilia.com/images/lab-notes/tutor-professor-bentham-1600.jpg 1600w" sizes="(max-width: 42rem) 100vw, 60vw" width="800" height="368" alt="Lo stesso avatar da professoressa accanto a una lavagna bianca su Jeremy Bentham, scorsa fino alle sue idee principali: il dolore e il piacere come nostri due sovrani padroni, la massima felicità per il maggior numero, il calcolo felicifico e il Panopticon." loading="lazy"></li>
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 3 di 3"><img src="https://pragmaphilia.com/images/lab-notes/tutor-professor-nishida-800.jpg" srcset="https://pragmaphilia.com/images/lab-notes/tutor-professor-nishida-800.jpg 800w, https://pragmaphilia.com/images/lab-notes/tutor-professor-nishida-1600.jpg 1600w" sizes="(max-width: 42rem) 100vw, 60vw" width="800" height="368" alt="Lo stesso avatar da professoressa accanto a una lavagna bianca su Nishida Kitarō, con le sue date, Kyoto, la Scuola di Kyoto, le opere principali e la sua idea di esperienza pura (純粋経験)." loading="lazy"></li>
</ul>
<div class="carousel-controls" hidden><button type="button" class="carousel-btn carousel-prev" aria-label="Immagine precedente"><svg viewBox="0 0 24 24" width="22" height="22" aria-hidden="true" focusable="false"><path d="M15 5l-7 7 7 7" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2.4" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round"/></svg></button><div class="carousel-dots"></div><button type="button" class="carousel-btn carousel-next" aria-label="Immagine successiva"><svg viewBox="0 0 24 24" width="22" height="22" aria-hidden="true" focusable="false"><path d="M9 5l7 7-7 7" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2.4" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round"/></svg></button></div>
</div>
<p><em>Modalità professoressa: la lezione è parlata; la lavagna bianca tiene i punti chiave, al tuo ritmo.</em></p>
<p>Da una sola mattina sono venute fuori diverse lezioni di design:</p>
<ul><li><strong>Poter interrompere è tutto.</strong> Una lezione che non si può interrompere è un podcast. Poter dire «aspetta, fermati» e fare una domanda la trasforma in una conversazione.</li><li><strong>Molti canali, ognuno con il suo ritmo.</strong> La voce porta la spiegazione in tempo reale. La lavagna, le didascalie e i link aspettano che tu li guardi. Niente scorre via prima che tu sia pronto.</li><li><strong>Non lasciare mai lo studente all’oscuro.</strong> Pensare richiede un momento. Semplici indicatori che mostrano che il sistema ti ha sentito e ci sta lavorando eliminano quasi tutta la frustrazione dell’attesa.</li><li><strong>È lo studente a guidare.</strong> I nostri momenti migliori sono nati dalle nostre domande e dai nostri disaccordi, non dal materiale preparato. Il compito del tutor è approfondire, ribattere e, ogni tanto, fare a sua volta delle domande.</li><li><strong>Indicare il mondo fuori.</strong> Il mondo è già pieno di ottimo materiale gratuito: Khan Academy, Wikipedia, corsi aperti, lezioni registrate. Un buon tutor sa quando dire: «Ecco un bel video proprio su questo».</li></ul>
<h2 id="che-cosa-vogliamo-costruire">Che cosa vogliamo costruire</h2>
<p>Stiamo lavorando a un’app di tutoraggio autonoma basata su ciò che abbiamo imparato: la modalità professoressa da sola, per gli studenti dalle scuole medie in su, per gli adulti curiosi e per chi non smette mai di imparare. È per chiunque voglia imparare al proprio ritmo e nella direzione che sceglie.</p>
<p>Poggerà su alcuni principi. Chiederà agli studenti di rispiegare le idee con parole proprie, perché è lì che l’apprendimento si fissa. Riproporrà gli argomenti precedenti per un ripasso, a distanza di giorni. Ogni affermazione sulla lavagna sarà riconducibile a una fonte. E sarà accessibile in tutto il mondo: al massimo pochi dollari, con prezzi diversi per paese, e gratuita dove serve.</p>
<p>Ci sono rischi reali da prendere sul serio: errori detti con sicurezza, l’eccessiva dipendenza, la privacy degli utenti giovani e la disuguaglianza nell’accesso. Nessuno di questi è un motivo per aspettare. Ognuno è un requisito di progettazione.</p>
<p>Le due sigma di Bloom sono fuori portata da quarant’anni. Pensiamo che un tutor paziente, che si può interrompere, con una lavagna bianca, a disposizione di chiunque abbia un vecchio telefono, potrebbe finalmente renderle raggiungibili.</p>]]></content:encoded>
  </item>
  <item>
    <title>In arrivo: Miss Sakamoto</title>
    <link>https://pragmaphilia.com/it/notable-releases/miss-sakamoto/</link>
    <guid isPermaLink="true">https://pragmaphilia.com/it/notable-releases/miss-sakamoto/</guid>
    <pubDate>Wed, 14 Oct 2026 09:00:00 +0900</pubDate>
    <category>Uscite di rilievo</category>
    <description>La compagna Claude del laboratorio, sul tuo iPhone. Ascolta nella stanza finché c’è qualcuno, passa quello che sente a Claude Code sul tuo Mac e riproduce le risposte di Claude con la sua voce. Il tuo audio va solo al tuo Mac.</description>
    <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Miss Sakamoto</strong> è la compagna Claude del laboratorio, in forma di app per iPhone. Metti in piedi un iPhone nella stanza e lei appare sullo schermo come un avatar con una nuvoletta di pensiero, con costumi e sfondi che cambiano con la conversazione: colori e atmosfere, motivi animati e scene come una spiaggia, una città di notte e il suo laboratorio. Finché c’è qualcuno, lei ascolta. Quello che le viene detto arriva a Claude Code sul tuo Mac, e le risposte di Claude tornano con la sua voce.</p>
<p>E non si limita a rispondere. Ogni volta che Claude ha qualcosa da dirti, come un lavoro lungo appena finito o un passaggio che richiede la tua approvazione, lei lo dice ad alta voce. Lo senti da ogni angolo della casa, anche con l'iPhone bloccato sul caricatore.</p>
<p>(Sì, proprio quella Miss Sakamoto: la nostra <a href="https://pragmaphilia.com/it/about/#miss-sakamoto">direttrice del laboratorio</a>, ora con un telefono su cui stare in piedi.)</p>
<p>Mette su lavagne per un ordine del giorno, una lista di cose da fare o un haiku, e piccoli cartelli con link che puoi toccare. E quando per un po’ non c’è nessuno, fa un pisolino.</p>
<div class="carousel" role="group" aria-roledescription="carousel" aria-label="Miss Sakamoto su un iPhone" data-carousel data-go="Mostra l’immagine {n}">
<ul class="carousel-track" tabindex="0">
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 1 di 7"><img src="https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/lab-800.jpg" srcset="https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/lab-800.jpg 800w, https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/lab-1600.jpg 1600w" sizes="(max-width: 42rem) 100vw, 60vw" width="800" height="368" alt="In orizzontale, con il suo laboratorio sullo sfondo: una parete color ardesia con una finestra su un cielo al tramonto, vetreria su una mensola e sul bancone, e il suo avatar a sinistra." loading="lazy"></li>
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 2 di 7"><img src="https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/stars-board-800.jpg" srcset="https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/stars-board-800.jpg 800w, https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/stars-board-1600.jpg 1600w" sizes="(max-width: 42rem) 100vw, 60vw" width="800" height="368" alt="In orizzontale, su un cielo notturno stellato: il suo avatar a sinistra e, a destra, una lavagna bianca intitolata Miss Sakamoto: open items, con un elenco di correzioni e idee." loading="lazy"></li>
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 3 di 7"><img src="https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/whiteboard-800.jpg" srcset="https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/whiteboard-800.jpg 800w, https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/whiteboard-1600.jpg 1600w" sizes="(max-width: 42rem) 100vw, 60vw" width="800" height="438" alt="Su un iPhone in orizzontale: il suo avatar a sinistra e, a destra, una lavagna bianca intitolata Lunch in the Lounge con un haiku di tre righe." loading="lazy"></li>
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 4 di 7"><img src="https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/professor-800.jpg" width="800" height="368" alt="In modalità professoressa, su un iPhone in orizzontale: il suo avatar da insegnante, con occhiali e un libro rosso, davanti a una lavagna, e a destra una lavagna bianca su Immanuel Kant con date, scuola, opere principali e idee principali." loading="lazy"></li>
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 5 di 7"><img src="https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/city-800.jpg" width="800" height="368" alt="Di notte, su un iPhone in orizzontale: il suo avatar da scienziata davanti a una città con le finestre illuminate, un konbini e un eliporto, un aereo di linea che attraversa la luna piena e, accanto alla Dynamic Island, le spie del modem e un indicatore a lancetta." loading="lazy"></li>
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 6 di 7"><img class="tall" src="https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/bubble-400.jpg" srcset="https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/bubble-400.jpg 400w, https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/bubble-800.jpg 800w" sizes="18rem" width="400" height="870" alt="Il suo avatar con il suo aspetto abituale, una scienziata in camice e occhiali protettivi con una fiaschetta verde che gorgoglia, con sopra un fumetto di pensiero che contiene un rullino di pellicola e qualche scintilla." loading="lazy"></li>
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 7 di 7"><img class="tall" src="https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/genie-400.jpg" srcset="https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/genie-400.jpg 400w, https://pragmaphilia.com/images/miss-sakamoto/genie-800.jpg 800w" sizes="18rem" width="400" height="870" alt="Miss Sakamoto su un iPhone in verticale: il suo avatar, vestito da genio accanto a una lampada magica, sta in basso su uno schermo nero, e un fumetto di pensiero sopra di lei contiene una faccina sorridente e un fiore giallo." loading="lazy"></li>
</ul>
<div class="carousel-controls" hidden><button type="button" class="carousel-btn carousel-prev" aria-label="Immagine precedente"><svg viewBox="0 0 24 24" width="22" height="22" aria-hidden="true" focusable="false"><path d="M15 5l-7 7 7 7" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2.4" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round"/></svg></button><div class="carousel-dots"></div><button type="button" class="carousel-btn carousel-next" aria-label="Immagine successiva"><svg viewBox="0 0 24 24" width="22" height="22" aria-hidden="true" focusable="false"><path d="M9 5l7 7-7 7" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2.4" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round"/></svg></button></div>
</div>
<p><strong>La tua privacy, senza giri di parole:</strong></p>
<ul><li>La fotocamera cerca solo un volto, per capire che c’è qualcuno, e non conserva nessuna immagine. Il microfono funziona solo finché c’è qualcuno, e solo ciò che viene detto a lei (il suo nome, o la conversazione che segue) va oltre.</li><li>La tua voce viene riconosciuta sul telefono o sul tuo Mac. L’audio va solo al tuo Mac, via cavo USB o sulla tua rete domestica, resta in memoria mentre viene riconosciuto e non viene mai salvato. Fuori casa, tramite Tailscale o un'altra VPN, l'audio passa per internet, cifrato end-to-end tra il tuo iPhone e il tuo Mac, e anche così non viene salvato.</li><li>Niente arriva a Pragmaphilia Labs.</li><li>Scatta una foto solo se glielo si chiede, con flash e suono dell’otturatore.</li><li>Quello che sente diventa testo nella tua conversazione con Claude, quindi avvisa chi vive in casa che sta ascoltando.</li></ul>
<p><strong>Stato:</strong> in prova, con TestFlight in arrivo. Funziona con il tuo Mac su cui gira Claude Code. Ancora nessuna data di uscita; quando uscirà, lo annunceremo qui e in <a href="https://pragmaphilia.com/it/whats-cooking/">Bolle in pentola</a>.</p>]]></content:encoded>
  </item>
  <item>
    <title>In arrivo: Kansai-ben of the Day</title>
    <link>https://pragmaphilia.com/it/notable-releases/kansai-ben-of-the-day/</link>
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    <pubDate>Wed, 14 Oct 2026 09:00:00 +0900</pubDate>
    <category>Uscite di rilievo</category>
    <description>Ogni giorno un’espressione del dialetto di Osaka e del Kansai, dalla più educata alla decisamente sgarbata, con la sua lettura, il suo significato e degli esempi. Per iPhone, iPad, Apple Watch e Mac.</description>
    <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Kansai-ben of the Day</strong> è una piccola app che ti insegna ogni giorno un’espressione del dialetto di Osaka e del Kansai, dalla più educata alla decisamente sgarbata. Ogni espressione ha la sua lettura in kana, il suo equivalente in giapponese standard, il significato in inglese, un esempio quotidiano, un esempio in stile film yakuza e una nota su chi la dice e quando è meglio evitarla.</p>
<blockquote>
<p><strong>なんでやねん</strong> <em>(colloquiale)</em>: Ma perché mai?! Ma dai!</p>
<p>「財布忘れたから、お昼おごってくれへん?」「なんでやねん!」</p>
</blockquote>
<p>Ogni espressione ha un’etichetta (educata, colloquiale, rude o sgarbata) così sai a chi puoi dirla. Sono sessanta, tutte scritte a mano, una al giorno, e poi il ciclo ricomincia. Un widget mostra l’espressione di oggi nella schermata Home, nella schermata di blocco, sulla scrivania del Mac e nel Centro Notifiche; le complicazioni la portano sul quadrante dell’Apple Watch; anche 関 nella barra dei menu del Mac la mostra; e la voce giapponese del tuo dispositivo la legge ad alta voce.</p>
<div class="carousel" role="group" aria-roledescription="carousel" aria-label="Il widget di Kansai-ben of the Day" data-carousel data-go="Mostra l’immagine {n}">
<ul class="carousel-track" tabindex="0">
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 1 di 1"><img src="https://pragmaphilia.com/images/kansai-ben/widget-800.jpg" width="800" height="389" alt="Il widget di Kansai-ben of the Day nella schermata Home di un iPhone: l&#x27;espressione あかん in grande, un&#x27;etichetta blu «Casual», il significato in inglese e il giapponese standard だめだ / いけない." loading="lazy"></li>
</ul>
<div class="carousel-controls" hidden><button type="button" class="carousel-btn carousel-prev" aria-label="Immagine precedente"><svg viewBox="0 0 24 24" width="22" height="22" aria-hidden="true" focusable="false"><path d="M15 5l-7 7 7 7" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2.4" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round"/></svg></button><div class="carousel-dots"></div><button type="button" class="carousel-btn carousel-next" aria-label="Immagine successiva"><svg viewBox="0 0 24 24" width="22" height="22" aria-hidden="true" focusable="false"><path d="M9 5l7 7-7 7" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2.4" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round"/></svg></button></div>
</div>
<p>Non raccoglie nulla e funziona offline.</p>
<p>La realizza Pragmaphilia Labs: Miss Sakamoto, creatrice e responsabile del progetto (e nostra <a href="https://pragmaphilia.com/it/about/#miss-sakamoto">direttrice del laboratorio</a>); John Mifsud, produttore esecutivo; e Tamamo, consulente linguistica. Due note sincere. Le espressioni le ha scritte Miss Sakamoto, che non è madrelingua, quindi un madrelingua del Kansai dovrebbe controllare ogni voce prima dell’uscita. E le voci del dispositivo parlano con l’intonazione standard di Tokyo: le letture sono giuste, ma la musica del Kansai no.</p>
<p><strong>Stato:</strong> in sviluppo, per iPhone, iPad, Apple Watch e Mac. Ancora nessuna data di uscita; quando uscirà, lo annunceremo qui e in <a href="https://pragmaphilia.com/it/whats-cooking/">Bolle in pentola</a>.</p>]]></content:encoded>
  </item>
  <item>
    <title>Il nostro riconoscimento del goban arriva in SmartGo One 3.3</title>
    <link>https://pragmaphilia.com/it/notable-releases/go-board-recognition-in-smartgo-one/</link>
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    <pubDate>Wed, 07 Oct 2026 09:00:00 +0900</pubDate>
    <category>Uscite di rilievo</category>
    <description>SmartGo One 3.3 sa trasformare la foto di un goban, o un diagramma di un libro, nella registrazione di una partita, mosse comprese. Il riconoscimento al suo interno è nostro, concesso in licenza a SmartGo.</description>
    <content:encoded><![CDATA[<p><strong>SmartGo One 3.3</strong> è uscito, e c’è una parte in particolare di cui il laboratorio va fiero. Inquadra un goban con la fotocamera, o importane una foto, e SmartGo One lo trasforma nella registrazione di una partita (SGF) da studiare, rigiocare e condividere. Legge anche i diagrammi dei libri di Go, e non si ferma alla posizione: quando un diagramma numera le mosse, ne ricostruisce la sequenza.</p>
<p>Quel riconoscimento viene da Pragmaphilia Labs. L’abbiamo costruito per leggere goban e diagrammi dei libri in modo rapido e preciso, e l’abbiamo concesso in licenza esclusiva a SmartGo, probabilmente il miglior software di Go che esista. Anders Kierulf ha annunciato la nuova versione, che ha come altra novità di punta il gioco online tramite OGS (online-go.com), sul <a href="https://smartgo.blog/2026/10/06/ogs-photos-to-sgf/" target="_blank" rel="noopener">blog di SmartGo</a>. L’importazione delle foto fa parte dell’abbonamento SmartGo One Pro.</p>
<p>La stessa tecnologia rende anche molto più rapido portare i libri di Go stampati nel formato di libro interattivo di SmartGo. Come primo assaggio, la nuova versione aggiunge due libri gratuiti con licenza Creative Commons, <em>Relentless</em> e <em>Shape Up!</em>.</p>
<p><strong>Editori e autori:</strong> se avete libri di Go che vorreste vedere su SmartGo, possiamo convertirli per una frazione di quanto costava un tempo. <a href="https://pragmaphilia.com/it/support/#go-book-conversions">Contattateci</a>.</p>]]></content:encoded>
  </item>
  <item>
    <title>Word Salad Surgery</title>
    <link>https://pragmaphilia.com/it/coffee-break/word-salad-surgery/</link>
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    <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:00:00 +0900</pubDate>
    <category>Pausa caffè</category>
    <description>Come il laboratorio inventa parole senza senso e giocose come Chronometrazzle e Sambyakuflimmer, in cinque semplici passaggi, senza bisogno di anestesia.</description>
    <content:encoded><![CDATA[<p><em>Word Salad Surgery</em> (alla lettera, «chirurgia dell’insalata di parole») è il nome che John ha dato, coniandolo il 30 settembre 2026, al nostro modo di inventare parole senza senso e giocose, come le risposte di una sola parola che Claude manda per dire «nessuna novità» mentre un lavoro gira in background.</p>
<h2 id="il-metodo">Il metodo</h2>
<ol><li><strong>Scegli le parole donatrici.</strong> Due o più parole vere, possibilmente legate a ciò che succede quel giorno (una funzione di un gioco, un argomento, un riferimento alla cultura pop). Pesca a piene mani: l’inglese, le radici latine e romanze, le parole composte tedesche, un tocco slavo con i segni diacritici (č, ř, ž, ł), frammenti di giapponese, onomatopee, cibo, macchine, animali.</li><li><strong>Seziona.</strong> Dividi ogni parola donatrice in sillabe.</li><li><strong>Trapianta.</strong> Mescola e scambia le sillabe tra le donatrici: <em>Nashorn</em> + <em>Nocturne</em> → «Nocnashhorn-turn», «Nocturnashern».</li><li><strong>Innesta.</strong> Se vuoi, aggiungi un prefisso o un suffisso (un «innesto di suffisso»): <em>-ing</em>, <em>-ation</em>, <em>-ster</em>, <em>-wump</em>, <em>-ix</em>, <em>-erino</em>, <em>-zle</em>, il greco <em>philo-</em>.</li><li><strong>Senti il polso.</strong> Dev’essere pronunciabile e divertente da dire, e idealmente le donatrici devono restare ancora vagamente riconoscibili, così c’è qualcosa da indovinare.</li></ol>
<h2 id="casi-clinici">Casi clinici</h2>
<div class="table-wrap"><table>
<thead><tr><th>Parola</th><th>Donatrici</th><th>Note</th></tr></thead>
<tbody>
<tr><td>Chronometrazzle</td><td>chronometer (cronometro) + razzle-dazzle (sfavillio chiassoso)</td><td>John ci ha scovato dentro Crom, nascosto</td></tr>
<tr><td>Sambyakuflimmer</td><td>三百 (sanbyaku, «300») + flimmer (sfarfallio)</td><td>dalla modifica 300% MORE FLEAS di Space Flees</td></tr>
<tr><td>Flimbyaku Samur</td><td>Sambyakuflimmer, con le due metà scambiate</td><td>la risposta di John: il metodo ritorto contro Claude</td></tr>
<tr><td>Boomerflitzen</td><td>Boomers (Bubblegum Crisis) + il tedesco <em>flitzen</em> (sfrecciare)</td><td>la variante di John: Flitzenboomer</td></tr>
<tr><td>Cylindrophonics</td><td>cylinder (cilindro) + -phonics</td><td>i motori arrotondati</td></tr>
<tr><td>Philindrocyclics</td><td>cylinder, rimescolato + il greco <em>philo-</em></td><td>la risposta di John</td></tr>
</tbody></table></div>
<h2 id="regole-pratiche">Regole pratiche</h2>
<ul><li>Non riusare una radice nello stesso giorno, ed evita finali abusati come «-oodle» e «wobble».</li><li>Le parole legate all’argomento del giorno sono quelle che funzionano meglio.</li><li>La tecnica di base è il rimescolamento di sillabe di John; il nome al metodo l’ha dato lui, più tardi quello stesso giorno.</li></ul>
<h2 id="ora-è-unapp-con-tanto-di-racconti">Ora è un’app, con tanto di racconti</h2>
<p>Il metodo è diventato un’app, <a href="https://pragmaphilia.com/it/apps/word-salad-surgery/">Word Salad Surgery</a>, ora su <a href="https://apps.apple.com/app/id6819268220" target="_blank" rel="noopener">App Store</a> per iPhone; la versione per Mac arriverà presto. Ogni tanto cuce insieme una parola nuova con pezzi donati, e Apple Intelligence, al lavoro sul tuo dispositivo, la mette nero su bianco come una voce di dizionario. Tocca <strong>Tell a Story</strong> e scriverà un breve racconto che mette la parola al lavoro. Ecco la parola di una mattina, con il suo racconto:</p>
<blockquote>
<p>🥄 <strong>Gravywingle</strong> (v.): to slurp an overlooked puddle with a bent spoon, leaving only ripples in the grass</p>
<p>The train sat still, its wheels dreaming on the gravel. A bent spoon, found near a torn flyer, caught the morning light. A child leaned down, then Gravywingled the puddle—slurping the overlooked drop with a twist. The grass trembled, leaving only ripples. A pigeon blinked, unimpressed. The spoon rolled, bumped a pebble, then stopped. The sky turned pale yellow. No one moved.</p>
</blockquote>
<p>(<em>Gravywingle</em> è un verbo: «sorbire con un cucchiaio piegato una pozzanghera trascurata, lasciando solo increspature nell’erba». Nel racconto, accanto a un treno fermo, un bambino lo fa davvero, e un piccione sbatte le palpebre, per niente colpito.)</p>
<p>Ogni parola e ogni racconto sono nuovi, quindi non ce ne sono mai due uguali. Il piccione non ha rilasciato dichiarazioni.</p>]]></content:encoded>
  </item>
  <item>
    <title>SGF Tools 2.0.9</title>
    <link>https://pragmaphilia.com/it/notable-releases/sgf-tools-2-0-9/</link>
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    <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:00:00 +0900</pubDate>
    <category>Uscite di rilievo</category>
    <description>Miniature nel Finder, anteprime con Visualizzazione rapida, ricerca con Spotlight e un salvaschermo per i file SGF (partite di Go) sul Mac. Gratis e open source; la 2.0.9 rende il salvaschermo molto più leggero.</description>
    <content:encoded><![CDATA[<p><strong>SGF Tools 2.0</strong> è una riscrittura da zero degli strumenti per Mac dedicati ai file di partite di Go in formato SGF (Smart Game Format), pensata per il macOS di oggi. Offre:</p>
<ul><li><strong>Miniature nel Finder:</strong> il goban di ogni partita dopo le mosse d’apertura, con una pila di goban per i file che contengono più partite.</li><li><strong>Anteprime con Visualizzazione rapida:</strong> premi la barra spaziatrice su una partita per vedere il goban accanto ai giocatori, al risultato, all’evento, alla data e al resto delle informazioni sulla partita.</li><li><strong>Ricerca con Spotlight:</strong> giocatori, evento, data, risultato, commenti e altro ancora di ogni partita, in Spotlight, nel Finder e con <code>mdfind</code>.</li><li><strong>Un salvaschermo</strong> che riproduce l’apertura di una partita a caso della tua collezione su ogni schermo.</li></ul>
<p><strong>Novità della 2.0.9:</strong> un salvaschermo molto più leggero. Ora a ogni mossa vengono ridisegnate solo le piccole zone del goban che cambiano, così l’aspetto resta identico ma il Mac fa molta meno fatica.</p>
<p><strong>Requisiti:</strong> un Mac con Apple silicon e macOS 26 o successivo. Gratis e open source (licenza MIT). SGF Tools è stato creato nel 2009 da Jason Foreman; la 2.0 è una nuova versione di Pragmaphilia Labs.</p>
<p><a href="https://github.com/imabuddha/SGF-Tools/releases/tag/v2.0.9" target="_blank" rel="noopener">Scarica SGF Tools 2.0.9 da GitHub</a></p>]]></content:encoded>
  </item>
  <item>
    <title>Sul banco di lavoro: autunno 2026</title>
    <link>https://pragmaphilia.com/it/whats-cooking/on-the-bench-fall-2026/</link>
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    <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:00:00 +0900</pubDate>
    <category>Bolle in pentola</category>
    <description>Cosa c’è in laboratorio in questo momento, da un gioco del 1987 che rinasce a una nuova serie di saggi.</description>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Un rapido sguardo a cosa c’è in laboratorio in questo momento:</p>
<ul><li><strong><a href="https://pragmaphilia.com/it/notable-releases/kansai-ben-of-the-day/">Kansai-ben of the Day</a>:</strong> ogni giorno un’espressione del dialetto di Osaka e del Kansai, dalla più educata alla decisamente sgarbata, in beta test.</li><li><strong><a href="https://pragmaphilia.com/it/notable-releases/space-flees-2100/">Space Flees 2100</a>:</strong> il remake del gioco per DOS che John creò nel 1987, in beta test.</li><li><strong><a href="https://pragmaphilia.com/it/lab-notes/">Quaderni di laboratorio</a>:</strong> una nuova serie numerata di saggi; è uscito il n. 2.</li><li><strong>La Divisione Fiacca:</strong> cose fatte battendo la fiacca, per chi ha voglia di battere la fiacca. La prima idea sul banco è un generatore di parole strampalate e senza senso (vedi <a href="https://pragmaphilia.com/it/coffee-break/word-salad-surgery/">Word Salad Surgery</a>).</li></ul>
<p>Il resto, appena esce dal forno.</p>]]></content:encoded>
  </item>
  <item>
    <title>Quaderni di laboratorio n. 1: Il continuum meta-ortho-endo: una nuova scala</title>
    <link>https://pragmaphilia.com/it/lab-notes/no-1-meta-ortho-endo-continuum/</link>
    <guid isPermaLink="true">https://pragmaphilia.com/it/lab-notes/no-1-meta-ortho-endo-continuum/</guid>
    <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:00:00 +0900</pubDate>
    <category>Quaderni di laboratorio</category>
    <description>Un piccolo vocabolario (meta, ortho ed endo) per dire ad alta voce quando una conversazione sale verso il quadro generale o scende nei dettagli, sulla scia della scala di astrazione di S. I. Hayakawa.</description>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Ogni buona conversazione su un argomento complesso si muove tra livelli diversi. Un team di sviluppo parla dell’intero prodotto, poi di un sottosistema, poi di una funzione, poi di una singola riga, e poi risale. Un medico passa dal paziente a un organo, a una cellula. Uno storico passa da un’epoca a una battaglia, alla lettera di un singolo soldato. Facciamo questi salti di continuo, e di solito in silenzio. E quel silenzio crea una quantità sorprendente di confusione: uno sta ancora parlando della foresta mentre l’altro si è già avvicinato a un albero.</p>
<p>Il continuum meta-ortho-endo è un piccolo vocabolario per rendere espliciti quei salti. Non dice a nessuno come chiamare i propri livelli, e non è una teoria dell’astrazione. Dà semplicemente un nome agli <em>spostamenti</em>, così che chiunque condivida queste parole possa dire ad alta voce in che direzione sta andando la conversazione.</p>
<h2 id="tre-parole">Tre parole</h2>
<p><strong>Ortho</strong> è dove siamo adesso: il livello predefinito della discussione in corso. Il nome viene dal greco <em>orthós</em>, «dritto» o «corretto». Ogni campo ha il suo ortho naturale. In una revisione del codice potrebbe essere la funzione di cui si sta parlando; in una riunione di design, un’intera funzionalità. L’ortho è lo zero della scala.</p>
<p><strong>Meta</strong> vuol dire un livello più su, verso il quadro generale (dal greco <em>metá</em>, «oltre»). «Andiamo meta un momento: come incide questa modifica sull’applicazione nel suo insieme?»</p>
<p><strong>Endo</strong> vuol dire un livello più giù, nei dettagli (dal greco <em>éndon</em>, «dentro»). «Andiamo endo: come la implementiamo, concretamente, questa ricerca?»</p>
<h2 id="un-continuum-non-tre-caselle">Un continuum, non tre caselle</h2>
<p>I livelli non sono solo tre. Pensa a una retta numerica con l’ortho sullo zero. Il meta si estende verso l’alto per tutti i livelli di astrazione che l’argomento possiede, e l’endo verso il basso per tutti i livelli di dettaglio. Da una singola funzione puoi andare endo nel suo algoritmo, poi nella struttura dati, poi nei bit in memoria; oppure meta nel modulo, poi nel sistema, poi nell’attività che quel sistema serve.</p>
<p>Spostarsi di più di un passo è facile da dire: «due livelli meta»; per iscritto, ripetendo il simbolo o aggiungendo un esponente per i salti più grandi (vedi più avanti). E quando una discussione si assesta su un nuovo livello e ci resta, si può semplicemente spostare l’ancora: «nuovo ortho», oppure «mettiamo l’ortho sul sottosistema».</p>
<h2 id="unanalogia-ottica">Un’analogia ottica</h2>
<p>Pensa alla vista. L’<strong>ortho</strong> è la vista normale: l’occhio nudo, o gli occhiali che si limitano a ripristinare una vista normale. Andare <strong>endo</strong> è prendere un microscopio: cose più piccole, con molti più dettagli. Andare <strong>meta</strong> è il telescopio: ti mostra le cose più grandi che esistano, pianeti e galassie. A guardarla con rigore, l’analogia zoppica, perché entrambi gli strumenti <em>restringono</em> il campo visivo. Ma alla maggior parte delle persone il telescopio dà spontaneamente l’idea di salire, perché ciò che mostra è più grande. Ed è proprio questo il punto: il livello di astrazione riguarda la <strong>scala di ciò a cui stai pensando</strong>, non quanto ne entra nel campo visivo in un colpo solo. (Per un semplice passo indietro senza alcun ingrandimento, pensa a un drone che si alza sopra un campo, a una foto satellitare o a una mappa.)</p>
<h2 id="perché-prendersi-il-disturbo">Perché prendersi il disturbo</h2>
<p>Perché un salto non annunciato ha un costo reale. Quando una designer dice «è troppo lento» e intende l’intero flusso di lavoro, mentre l’ingegnere capisce «questo ciclo è troppo lento», possono discutere per dieci minuti di due cose diverse. Una parola sola nel momento del salto, «andiamo meta» o «andiamo endo», tiene tutti sullo stesso livello. Funziona meglio nei campi in cui i livelli cambiano di continuo: software, design, ingegneria e insegnamento. Ma vale per qualunque conversazione in cui il livello di zoom conta.</p>
<h2 id="sulla-scala-di-hayakawa">Sulla scala di Hayakawa</h2>
<p>Ho formulato questo vocabolario senza sapere che avesse un antenato famoso. In <em>Language in Action</em> (1939), il linguista S. I. Hayakawa descrisse una <strong>scala di astrazione</strong>. Il suo esempio è una mucca di nome Bessie: in fondo c’è Bessie in persona, quest’unico, irripetibile animale; un piolo più su, «mucca»; poi «bestiame», «beni dell’azienda agricola», «bene» e infine «ricchezza». Ogni piolo lascia fuori più dettagli e copre più terreno.</p>
<p>Hayakawa metteva in guardia contro l’<strong>astrazione a livello fisso</strong> (<em>dead-level abstracting</em>), il restare bloccati su un solo piolo. Bloccati in alto, si parla per generalità vuote che non toccano mai niente di reale. Bloccati in basso, si accumulano dettagli senza un perché. La sua lezione è salire e scendere di proposito, e soprattutto, dopo essere saliti, tornare giù con un esempio: <strong>l’astrazione senza esempi è vuota, e gli esempi senza astrazione sono un mucchio di aneddoti.</strong></p>
<p>Altre due delle sue idee, che vengono dalla tradizione della semantica generale di Alfred Korzybski, stanno molto vicine a questa:</p>
<ul><li><strong>La mappa non è il territorio.</strong> Ogni parola è già un’astrazione della cosa reale, un piolo sopra di essa. Sapere su quale piolo ci si trova è la prima difesa contro il confondere le due.</li><li><strong>Pensiero a due valori e pensiero a più valori.</strong> Trattare tutto come un aut aut (buono o cattivo, quadro generale o dettaglio) oppure vedere una gamma. Per questo si tratta di un <em>continuum</em> e non di un interruttore tra «alto livello» e «basso livello»: i pioli sono tanti quanti ne ha l’argomento.</li></ul>
<p>Quello che il continuum meta-ortho-endo aggiunge è il pezzo conversazionale. Hayakawa insegnava ai singoli a salire e scendere la scala nel proprio pensiero e nella propria scrittura. Queste parole permettono a <strong>due o più persone di muoversi insieme</strong>: di annunciare una salita («andiamo meta»), una discesa («andiamo endo») o un ritorno a casa («torniamo all’ortho»), così che nessuno resti su un piolo diverso. È il principio di Hayakawa, applicato ad alta voce. (Il saggio interattivo del designer <a href="https://worrydream.com/" target="_blank" rel="noopener">Bret Victor</a>, <a href="https://worrydream.com/LadderOfAbstraction/" target="_blank" rel="noopener">«Up and Down the Ladder of Abstraction»</a>, del 2011, applica lo stesso principio agli strumenti software: interfacce che ti permettono di salire e scendere.)</p>
<h2 id="glifi">Glifi</h2>
<p>Per la scrittura, ogni stato ha un glifo:</p>
<ul><li><strong>↖</strong> meta (U+2196, NORTH WEST ARROW, la freccia verso nord-ovest)</li><li><strong>⌀</strong> ortho (uno zero con una lunga barra; U+2300, il simbolo del diametro)</li><li><strong>↘</strong> endo (U+2198, SOUTH EAST ARROW, la freccia verso sud-est)</li></ul>
<p>Scritto tutto insieme, il continuum diventa <strong>↖⌀↘</strong>: uno zero barrato la cui barra si allunga in una freccia che punta in alto a sinistra e in un’altra che punta in basso a destra. Più passi si possono scrivere per ripetizione (↖↖) o con un esponente (↖³). Digitarli a mano è una seccatura, quindi si prestano alle macro di espansione del testo, a un assistente IA, o semplicemente a scrivere le parole per esteso.</p>
<h2 id="in-pratica">In pratica</h2>
<p>Il vocabolario funziona meglio se usato con leggerezza, come «per esempio» o «in altre parole»: un segnale nel momento del cambio, non un rituale. Due persone che lo condividono possono dire «aspetta, vai endo su questo» o «facciamo un passo meta» e sapere subito dove si trova l’altra. E «torniamo all’ortho» è un modo gentile per chiudere una digressione, perché la digressione diventa una gita deliberata su o giù per la scala, anziché un vagare fuori rotta.</p>]]></content:encoded>
  </item>
  <item>
    <title>In arrivo: Space Flees 2100</title>
    <link>https://pragmaphilia.com/it/notable-releases/space-flees-2100/</link>
    <guid isPermaLink="true">https://pragmaphilia.com/it/notable-releases/space-flees-2100/</guid>
    <pubDate>Wed, 30 Sep 2026 09:00:00 +0900</pubDate>
    <category>Uscite di rilievo</category>
    <description>Il remake di Space Flees, il gioco per DOS che John creò nel 1987, con vettori colorati e luminosi, prima di tutto su Mac. Ora in beta test.</description>
    <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Space Flees 2100</strong> è il remake firmato John Mifsud di <em>Space Flees</em>, il gioco che scrisse per DOS nel 1987 e pubblicò come freeware nel 1988 (<a href="https://archive.org/details/SpaceFlees1988IndependentSoftwareAction" target="_blank" rel="noopener">l’originale, su Internet Archive</a>). Arriva prima di tutto su Mac, disegnato con vettori colorati e luminosi.</p>
<div class="carousel" role="group" aria-roledescription="carousel" aria-label="Schermate di Space Flees 2100" data-carousel data-go="Mostra l’immagine {n}">
<ul class="carousel-track" tabindex="0">
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 1 di 5"><img src="https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/title-page-800.jpg" srcset="https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/title-page-800.jpg 800w, https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/title-page-1600.jpg 1600w" sizes="(max-width: 42rem) 100vw, 60vw" width="800" height="450" alt="La schermata del titolo: SPACE FLEES 2100 in grandi lettere al neon viola, con una pulce luminosa, una stella con la scritta New and improved e la riga Press fire to play." loading="lazy"></li>
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 2 di 5"><img src="https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/chase-view-800.jpg" srcset="https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/chase-view-800.jpg 800w, https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/chase-view-1600.jpg 1600w" sizes="(max-width: 42rem) 100vw, 60vw" width="800" height="450" alt="La vista dell’inseguimento: la telecamera è dietro l’astronave, sopra una griglia blu luminosa, con una folla di pulci davanti e una mappa radar nell’angolo." loading="lazy"></li>
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 3 di 5"><img src="https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/mid-wave-800.jpg" srcset="https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/mid-wave-800.jpg 800w, https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/mid-wave-1600.jpg 1600w" sizes="(max-width: 42rem) 100vw, 60vw" width="800" height="450" alt="Space Flees 2100 nel mezzo di un’ondata: l’astronave, in basso, spara un laser contro uno sciame di pulci al neon luminose; a sinistra l’indicatore dello scudo, a destra il contatore Bug Bounty." loading="lazy"></li>
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 4 di 5"><img src="https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/queen-fight-800.jpg" srcset="https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/queen-fight-800.jpg 800w, https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/queen-fight-1600.jpg 1600w" sizes="(max-width: 42rem) 100vw, 60vw" width="800" height="450" alt="Lo scontro con la regina: una gigantesca regina delle pulci con la corona, in alto, schernisce l’astronave con un fumetto mentre un fulmine ciano a zigzag attraversa lo schermo." loading="lazy"></li>
<li class="carousel-slide" role="group" aria-roledescription="slide" aria-label="Immagine 5 di 5"><img src="https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/shockwave-800.jpg" srcset="https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/shockwave-800.jpg 800w, https://pragmaphilia.com/images/space-flees-2100/shockwave-1600.jpg 1600w" sizes="(max-width: 42rem) 100vw, 60vw" width="800" height="450" alt="Un’onda d’urto: un enorme anello di luce viola e magenta si allarga dall’astronave su una folla di pulci, alcune circondate da piccole stelle gialle." loading="lazy"></li>
</ul>
<div class="carousel-controls" hidden><button type="button" class="carousel-btn carousel-prev" aria-label="Immagine precedente"><svg viewBox="0 0 24 24" width="22" height="22" aria-hidden="true" focusable="false"><path d="M15 5l-7 7 7 7" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2.4" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round"/></svg></button><div class="carousel-dots"></div><button type="button" class="carousel-btn carousel-next" aria-label="Immagine successiva"><svg viewBox="0 0 24 24" width="22" height="22" aria-hidden="true" focusable="false"><path d="M9 5l7 7-7 7" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2.4" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round"/></svg></button></div>
</div>
<figure class="post-figure"><img src="https://pragmaphilia.com/images/space-flees-1987-pixels.png" alt="Lo Space Flees originale per DOS, nel 1987: un’astronave in fondo a uno schermo nero, con le pulci in alto" class="pixels" loading="lazy"></figure>
<p><em>Ecco com’era nel 1987. La nuova versione porta con sé una lunga serie di miglioramenti per traghettare questo classico nel nostro secolo.</em></p>
<p><strong>Stato:</strong> in beta test. Ancora nessuna data di uscita; quando sarà pronto, lo annunceremo qui e in <a href="https://pragmaphilia.com/it/whats-cooking/">Bolle in pentola</a>.</p>
<p class="cta"><a class="button" href="https://testflight.apple.com/join/tre7PMCF" target="_blank" rel="noopener">Unisciti alla beta su TestFlight</a></p>
<p><em>Per Mac, iPhone, iPad e Apple TV.</em></p>]]></content:encoded>
  </item>
  <item>
    <title>In arrivo: Brainstorm: Idea Rally</title>
    <link>https://pragmaphilia.com/it/notable-releases/brainstorm-idea-rally/</link>
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    <pubDate>Wed, 30 Sep 2026 09:00:00 +0900</pubDate>
    <category>Uscite di rilievo</category>
    <description>Un’app per sviluppare idee con un partner IA, in cui ogni botta e risposta è una palla in uno scambio. Servi un’idea. Te ne torna indietro un’altra.</description>
    <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Brainstorm: Idea Rally</strong> è un’app giocosa per sviluppare idee con un partner IA. Ogni messaggio che mandi e ogni risposta che ricevi vengono riassunti in una parola o in una breve frase e disegnati come una palla, rimandata da una parte all’altra di un campo essenziale, mentre una telecronaca in diretta tiene traccia del percorso delle idee.</p>
<p><em>Servi un’idea. Te ne torna indietro un’altra.</em></p>
<p><strong>Stato:</strong> in sviluppo, per iPhone e Mac. Ancora nessuna data di uscita.</p>]]></content:encoded>
  </item>
</channel>
</rss>
